04 maggio 2006

Chi sono

Sono nato a Roma nel 1942. Di mestiere, insegno letteratura americana alla Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università la Sapienza. Ho svolto l’incarico di Consigliere delegato del Sindaco di Roma per la tutela e la valorizzazione delle memoria storiche della città; ho fondato e presiedo il Circolo Gianni Bosio per la conoscenza critica e la presenza alternativa delle culture popolari; faccio parte del consiglio direttivo dell’IRSIFAR (Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza) e ho la tessera dell’ANPI. Collaboro al manifesto fin dal 1972, e ho scritto spesso anche su Liberazione e l’Unità.
Ho studiato, insegnato e diffuso la cultura dell’America a cui vogliamo bene – quella di Woody Guthrie, Pete Seeger, Bob Dylan, Bruce Springsteen, di Malcolm X; Martin Luther King, Cindy Sheehan; Mark Twain, Don DeLillo, Spike Lee, Woody Allen. Ho raccolto le canzoni popolari e politiche e la memoria storica orale di Roma e del Lazio, collaborando con il Canzoniere del Lazio, Giovanna Marini, Sara Modigliani, Piero Brega, Ascanio Celestini. Ho conosciuto i partigiani e le partigiane di Roma e i familiari degli uccisi delle Fosse Ardeatine, e dai loro racconti ho messo insieme la loro storia. Ho ascoltato i racconti delle borgate e dei quartieri popolari, dalle occupazioni delle case degli anni ’70 alla storia orale di Centocelle. Ho cercato di non limitarmi a studiare e a scrivere, ma anche di organizzare cultura: mettere in piedi strutture (dal Circolo Bosio alla Casa della Memoria); fondare e far vivere riviste; condividere con gli altri, attraverso dischi e libri, quello che ho imparato; coinvolgere persone più giovani e aprirgli spazi; organizzare eventi, concerti, incontri. Ho accompagnato gli studenti romani ad Auschwitz, ho girato decine di scuole per parlare della memoria, della democrazia, dell’antifascismo. E ho voglia di continuare a farlo.
Le mie passioni sono l’uguaglianza, la libertà, l’insegnamento, la musica popolare, la memoria, ascoltare i racconti delle persone, i libri e i film, e il rock and roll.

10 Comments:

Blogger Maria said...

Sono iscritta alla facoltà di Lingue, letterature e culture dell'Europa e delle Americhe, curriculum in Studi Americani. Sono appena al secondo anno (o 'già', se consideriamo l'infausta eredità morattiana) e per questo motivo entro adesso nel vivo dei miei studi. Ho sempre pensato all'America come il paese che tutti vedono e nessuno sopporta, quello delle grandi possibilità, dei grandi spazi, della 'grande' politica, dei grandi perchè. Non mi hanno mai insegnato realmente a guardare oltre il mio naso, ho dovuto, a mie spese, scoprirlo da sola. Mi hanno fatto credere, con tutta la superficialità che comporta, che chi studiasse la cultura americana fosse un irrimediabile filo-americano, di quei filo-americani che osannano alla guerra inutile e chiudono gli occhi davanti all'usurpazione e all'abominio. Mi hanno fatto sentire un'incoerente ascoltando un meraviglioso rifacimento di Bella Ciao, mi hanno resa sterile e terrorizzata. Poi, però, piano piano ho capito. Bastava che guardassi coscientemente quello che studiavo, per accorgemene. Ho analizzato e divorato una vera e propria disamina della democrazia americana, ho studiato la quasi assenza (o l'estrema fragilità) della Sinistra e del PCUSA, ho scandagliato il suo libro su Guthrie e sulla cultura popolare, ho adorato la folk music e i romanzi di Mark Twain. Si può guardare quello che nessuno vede, quindi. Si può amare quell'America nascosta di cui nessuno parla, si può ascoltare Woody Guthrie e Bob Dylan e i black spiritual e Peete Seeger senza venir accusati di incoerenza ideologica. Ci si può appassionare all'America della Dust Storm e credere che la polvere andrà via, prima o poi.
Non è il vetro dei grattacieli che scintilla, nè il cristallo dei bicchieri di Manhattan, ma la luce negli occhi di crede nella lotta e ne parla.
In parte sento di doverla ringraziare.

11:59 AM  
Blogger mirna said...

Sandro ! What a great pleasure was to read/hear about you after so many years !
I'm Mirna Cavalcanti de Albuquerque, from Brasil . We were American Field exchange students in California , from 1960/1961. I hope you remember our travel through the USA...
Today I was looking an old scrap book and there were pictures of Lyn Lanion , Arnaldo Hauptman , you and me...
Although your blog is interesting , what made me happy is that it was a way to contact you .
My e-mail address is : mirnacavalcanti@gmail.com.
I'd appreciate if you send me your personal e-mail , as also .
Yours, in tender remembrance ,
Mirna .

4:01 AM  
Blogger comiromanord said...

Caro prof. Ho letto stammattina il suo articolo sull'antipolitica. Mi è piaciuto e l'ho diffuso attraverso il mio blog www.ciardullidomenico.it

Grazie Buona domenica

11:15 AM  
Blogger Barbara said...

Ciao Sandro,

sono Barbara Francini, AFSer '65-66, does that ring a bellto you ?? Ti ho rivisto stamattina al Convegno del TESOL e sono salita sul palco proprio per riabbracciarti dopo più di 40 anni!Non sai che memorie e che emozione l'incontro mi ha suscitato! Quell'anno in America ha contribuito a fare di me ciò che sono e sicuramente sarei una persona diversa (forse peggiore) da quella che sono oggi se non avessi maturato quell'esperienza straordinaria in California. Mi ha fatto un mondo di piacere rivederti e ti rinnovo l'invito a venire a tenere una conferenza nella mia scuola.
Un abbraccio e, spero, a presto.

Barbara

6:18 PM  
Blogger Skywalkerboh said...

Carissimo Professore,
leggo sempre con attenzione i suoi post nel blog, e mi ritengo fortunato ad aver trovato in questi anni diversi libri su Woody Guthrie in cui lei ha analizzato il messaggio del cantautore americano.

Saluti da Sassari

Luca Petretto

4:40 PM  
Blogger 言承旭Jerry said...

cool!i love it!AV,無碼,a片免費看,自拍貼圖,伊莉,微風論壇,成人聊天室,成人電影,成人文學,成人貼圖區,成人網站,一葉情貼圖片區,色情漫畫,言情小說,情色論壇,臺灣情色網,色情影片,色情,成人影城,080視訊聊天室,a片,A漫,h漫,麗的色遊戲,同志色教館,AV女優,SEX,咆哮小老鼠,85cc免費影片,正妹牆,ut聊天室,豆豆聊天室,聊天室,情色小說,aio,成人,微風成人,做愛,成人貼圖,18成人,嘟嘟成人網,aio交友愛情館,情色文學,色情小說,色情網站,情色,A片下載,嘟嘟情人色網,成人影片,成人圖片,成人文章,成人小說,成人漫畫,視訊聊天室,性愛,a片,AV女優,聊天室,情色

3:33 AM  
Blogger gugport said...

Illustre professore,
sono Guglielmo Portelli e le scrivo da Ragusa. Dopo la nascita di mio figlio (che ho chiamato Alessandro) ho casualmente visto una sua intervista su Rai 3 e da quel momento ho continuato a seguire sue analisi e opinioni pubblicate su carta stampata e Internet. Sono doppiamente felice quindi di avere un figlio che porta il suo nome (e cognome) e di poterle inviare adesso miei più cordiali saluti. Sarei infine particolarmente onorato di ricevere da parte sua un piccolo articolo per il quotidiano on-line www.tvprogress.net a cui presto collaborzione, il cui direttore è mio padre Franco, sociologo, grande suo estimatore. Grazie Professore.

9:35 PM  
Blogger myway said...

Salve sig. Portelli, le scrivo poichè dopo aver letto il suo libro "L'ordine è già stato eseguito", nel quale era anche citato mio nonno, ho deciso di pubblicare tutto ciò che ho trovato del suo periodo di detenzione prima a Via Tasso poi a Regina coeli, prima della fucilazione. Si tratta della corrispondenza con mia nonna, e di qualche documento trovato fra le lettere. Ho deciso di farne un blog perchè sia il più condivisibile possibile, perchè chiunque può portare delle aggiunte o postare un commento, e soprattutto nella speranza che sia il modo più semplice per farlo conoscere ai giovanissimi, poichè il ricordo si è già affievolito nella mia generazione e rischia di scomparire nella prossima.
Le allego il link, http://lavitaelaresistenzaaroma-myway.blogspot.com/ per poterlo vedere, mi farebbe piacere se potesse leggerlo e darmi un parere.
Saluti.

Massimo Ciancaglini

4:09 PM  
Blogger Leticia said...

Hello
My name is Leticia, I'm an Argentinian journalist currently writing a biography. When I was looking information for my work I found a book about Oral History with some of your work on the subject and ever since I read it i can't stop thinking on the possibility of continuing my studies in this field. I have a BA in International Relations but my passion and every day work is in journalism. I'm considering now the possibility of a PhD to finally reunite both my academic studies and my skills. I found that Oral History -as a research tool and a way to approach and analyzed the history- might be what I'm looking for. I would like to know if you think I should do my PhD in history or Literature? I'm quite confuse about that. If you could help me with that I would truly appreciate it. My e mail is leticia.chirinos@gmail.com
Thank you and regards from Michigan, USA.

9:14 PM  
Blogger carmine di giustino said...

Carissimo prof, mi chiamo carmine Di Giustino e sono stato tuo studente negli anni dal 76 al 83 alla sapienza. Oggi insegno inglese in un liceo scientifico di Avezzano, (AQ) e nel progettare un modulo sul blues e letteratura americana, sono andato a scavare tra vecchi scatoloni e fascicoli di fogli sparsi inseguendo un ricordo . Quando l'ho ritrovato è stato come un flusso alla Proust, anni accantonati nella memoria ma freschi nel ricordo sono esplosi chiari e sonori come fuochi d'artificio in una notte d'estate. Due libri in particolare e tanti appunti, La canzone popolare in America e Bianchi e neri nella letteratura americana, e ancora L'imperialismo imperfetto, tutti testi e parole che hanno segnato profondamente las mia formazione univeristaria. A volte sento ancora nelle orecchie la voce del grande Agostino Lombardo e voglio ringraziare tutti voi che allora ci avete dedicato il vostro tempo. A te devo l'amore per l'altra america, quella del midwest e del blues, di Woody e Arlo (Arlo in quegli anni venne ad Avezzano), quella della cantante blues che invitasti a quel seminario sulla canzone popolare in America; a Paola Ludovici la scoperta dei Natives (brividi nel parlare con i tre capi che vennero all'università); alla Cabibbo e alla Goldoni che con il loro fervore strutturalista ci coinvolsero, me e la mia ragazza di allora, oggi compagna e madre dei miei due figli (che hanno letto i tuoi libri) nell'avventura di Sigfrido e il nuovo mondo. Ricordo le tue lezioni sul sindacalismo americano e sei sempre citato quando parlo (credo uno dei pochi) nel mio programma per le classi quinte, di Cooper, Emerson, London, Melville e Whitman, oppure quando introduco la Beat generation partendo da Woody per finire con Father Death blues di Ginsberg. Stasera ho scoperto questo blog cercando di aiutare una mia ex alunna con una tesina su Cooper e l'ho inserito tra le mie pagine preferite. Ti saluto e se organizzerò qualcosa sull'America mi permetterò di invitarti. Con affetto Carmine un ex studente

11:43 PM  

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